Laggiù, in quella casa nel bosco.

Una piccola stanza, addobbi celestiali e dentro un letto azzurro, un bimbo di 8 anni. Bello come un'amore, gli occhi son di mare e le gocce scendono via via lambendo delicatamente le sue guance. Si, sta piangendo, si rende conto del suo accorciar del tempo, si chiede sempre se dalla mamma andrà, e con dolore pensa al suo papà.
Dinanzi alla finestra, una mano d'uomo ancor giovane, scosta la tendina di veli e trine, e con gli occhi velati, ammira il cadere soffice della neve.
Ora paiono fiocchi di cotone o zucchero filato, ora, agitandosi, si posan sul vetro spiando in quel letto il bimbo malato.
L'uomo piangente, allontana il suo sguardo e lo porta distante, alla fine dei prati ed ancora più su, sin quando non scorge la piccola casa, la casa nel bosco, dove lei non c'è più. Con voce tremante si volge al bambino:
- Ti serve qualcosa? Vorresti mangiare?
- No, babbo - risponde il fanciullo malato, vorrei solamente parlassi di lei, quand'era laggiù, in quella casa nel bosco. L'uomo si siede, gli prende una mano, la voce malferma inizia a narrare. Il bimbo, curioso, attento e felice, si trova dinanzi quel viso d'amare.
- Papà - chiede il bimbo, ricordo un bel prato intorno alla casa, ma come può essere se là è tutto un bosco?
E' vero, tesoro, ma devi sapere che quella casetta vi stava arroccata, circondata appunto da un grande pianoro, e gli alberi e i pini danzavano attorno.
La nostra casa pareva ridesse, intarsi di cuori e il mare di prato era colmo di fiori.
- Papà! Come hai conosciuto la mamma? Era bella? -
- Aveva il tuo viso, adorato figliolo, non posso pensarci, mi fa troppo male e...sai? Dico il vero : possiedi anche tu i suoi occhi di mare -
La voce si incrina, ricaccia le lacrime, abbraccia il bambino e lo stringe sul cuore. - Adesso, ma tu non soffrire, raccogli soltanto la storia d'amore -
Un giorno d'autunno, vagavo pei boschi, salivo, salivo, sin quando arrivai in quel grande pianoro. E lei era lì, in mezzo a quel prato. I capelli eran oro, le sue labbra da baci e in paese il suo nome era : occhi di mare...e sai? Quanti l'avrebbero voluta amare! Finalmente un giorno mi feci coraggio, mi avvicinai, le chiesi dell'acqua e lei m'invitò. Sedetti e ammirai quella bella fanciulla e mentre seguivo i suoi movimenti, mi accorsi del tremito delle sue mani, che con maestrìa, allestiva il piccolo tavolo, ponendo al centro un bel mazzo di fiori di campo. Me ne innamorai perdutamente, e tutti i giorni andai laggiù, in quella casa nel bosco. Venne il giorno che presi coraggio e le dichiarai il mio amore. La vidi arrossire sino alla cima dei capelli, le girai delicatamente il viso verso me e con molta dolcezza baciai i suoi occhi di mare che si riempirono di lacrime e la sua bocca mormorò : Io non posso amarti, l'amore con me è stato ingrato : Sono cieca!
Dopo alcuni momenti di smarrimento e di silenzio, l'attirai a me, sul mio cuore e la baciai appassionatamente. Lei si strinse ancora di più, guardò il mio corpo con le sue mani, finchè non fummo una cosa sola. A questo punto del racconto, il padre fece una pausa come ad imprimere indelebilmente nei suoi occhi la figura della sua amata. Si scosse poi dalla voce del bimbo che chiese: - Papà, di che morì la mamma? -
- Di tanta debolezza, amore, proprio quella che hai anche tu -
- Questa malattia mi porterà da lei, vero? -
- Si, tesoro - rispose il padre con il nodo alla gola, stringendolo al cuore. Vide quegli occhi di mare brillare come due stelle, vi lesse della gioia, capì, anche con la morte nel cuore. Come a farsi perdonare, il bimbo gli chiese:
- E tu, papà, che farai tu?- La sua voce era rotta dall'emozione e le sue manine guardarono il viso del padre, scrutandolo sino ad arrivare agli occhi. Li sentì bagnati, li baciò, gli disse:
- Addio papà, ti amo tanto, andrò dalla mamma e insieme aspetteremo di riunirci. Intanto...Non finì. L'uomo baciò ancora una volta quegli occhi di mare, quegli splendidi occhi uguali alla madre, che per la prima volta finalmente, si aprivano ad ammirare lo spettacolo più bello del mondo: la sua mamma.
Riprendendo le ultime parole del figlio, continuò: Intanto...io vi aspetterò, amore mio, curerò quel grande giardino come se voi foste con me, e quando ci riuniremo, al giorno scenderemo in paese, e poi...ritorneremo laggiù, in quella casa nel bosco.
Aurora