Prigioniera

Notte di stelle, notte di terrore,

non scorre il tempo, notte senza fine.

Con prepotenza spingono il mio corpo,

in un alloggio invaso dalle tenebre,

chiusa la serratura. Posso soltanto piangere.

 

Domani vi sarà la punizione, li ho sentiti,

parlavano di scosse, grandi crisi,

terapia sicuramente demenziale, corre il mio cuore,

non fanno caso a noi che siam smarriti.

 

Aleggiano i fantasmi, privi di aria e luce,

Li vedo, sospesi, or si muovono ed ora…si…ora si danza,

in queste quattro mura,

Dove son prigioniera, rinchiusa in questa stanza.

 

Tormento il giorno, seduta sui mattoni.

Alzo il mio viso, e da quella grata, sulla vita al mondo,

Ascolto delle risa, il canto degli uccelli,

Ammiro triste i bei fiori di un melo,

Intravedo il cielo, solo un piccolo pezzetto,

Sempre tremolante, diviso dal mio velo.

 

Rassegnata mi accontento di quel raggio,

Lo aspetto puntualmente, e appena giunta l’alba,

 Corre per consolarmi,

Donarmi il suo calore, in questi giorni tiepidi di maggio.

 

Annuncia con gioia la nuova primavera

Con i suoi canti e con gli alberi in fiore,

E’ tornata…si, ma non per me che sono prigioniera.

 

Seduto accanto a me sin che non torna il buio,

insinua serenità nel cuore, là, dove vi sento solo la tristezza.

Allora…tace, rispetta il mio dolore,

mi abbraccia stretta dentro la sua luce

dove vi leggo tutta la sua amarezza.

 

Sempre il mio capo s’alza,

 attirato dai canti della vita vera,

a molti fortunati gli sorride,

ma non a me, tenuta prigioniera.

 

Se ne va il raggio.

 Con le sue lacrime, sempre mi dice: “torno”

spiccano i fantasmi in quelle tenebre,

accelera il mio cuore e invoca il sonno.

 

Ma sempre spalancati questi occhi,

senza colori d’iride portati dal mio raggio,

ma colmi di affanni e di paure

mentre con ansia attendo quei rintocchi.

 

restano solo quelle pupille nere,

attendono, spalancate dal terrore,

l’arrivo di quei mostri,

dove giungono a carpir tutte le mie chimere.

 

Ecco, li vedo, è un reggimento che avanza da lontano,

e pian pianino giungono sino a me.

Vorrebbero distruggermi, farmi scomparire,

con  le armi delle allucinazioni.

Terrore negli occhi!  Io Devo morire!

 

Ma Perché? Perché? Grido accoratamente,

affinché possa sentirsi da lontano,

ma troppo lontano, nessuno può sentire,

nessuno può venire a me vicino,

lenire un pochino il mio dolore

e accendere nel cuore ancora amore.

 

Disperatamente cerco, in mezzo a questo buio,

invoco ancora, e ancora scongiuro di venire,

ma presto, ho poco più di vent’anni…non si può morire!

 

Ma tutto tace. Per me Questo silenzio è una risposta,

io piango alla morte del mio cuore,

bagnata di pianto la consapevolezza,

di non aver più nulla, neppure una carezza.

 

Che rimane ormai della mia vita?

Restare Immobile…oppure camminare?

Ascoltare….oppure non sentire?

O Parlare rimanendo muta? Si, farò così! Dico nel pianto.

Io cambierò….solo per non morire! Ucciso ora il mio canto.

 

Scivolo lentamente in questa fossa,

provo terrore al buio della voragine,

del grande vuoto che m’invita a sé.

non ho più scampo! Dinanzi a me un’immagine.

 

se mi aggrappassi ancora? No, troppo tardi ormai,

precipitata la mia volontà, precipitate tutte le mie parole,

la morte guarda, sento che il corpo duole.

 

Sono cosciente di tutto il mio dolore,

svaniti tutti i sogni della mente.

Non provo più nulla ormai, neppur rancore.

ed ora, nonostante sia tornata al mondo,

non sono più, né ho la forza di dire una preghiera.

E sai perché?

perchè sono qui, un queste quattro mura,

si, son sempre qui. innocente e prigioniera!