La palla

La palla

Salto, corro felice e spensierata

su quel prato dalle corolle in fiore,                                                                  

mi rinfresca la rugiada,

dal vento sono accarezzata.

 

Rosso il mio viso tondo.

Come spicca fra il verde di quei prati!

Riposo un poco all’ombra di un castano,

mi guardo attorno: Come è bello il mondo!

 

Improvvisamente mi sento sollevare,

un forte calcio mi lancia come un razzo,

oh, come fa male! Mi prende il panico:

Gesù! Fammi atterrare!

 

Mentre corro da una parte all’altra

s’ubriaca la mia mente,

così lo prego di giocare, farmi correre, si,

ma di farlo piano, farlo dolcemente.

              

Ma ancora continuano quei forti calci. Sono stremata,

gira la mia testa, terminato il prato.

Soltanto un precipizio innanzi a me,

sento un forte dolore: quel piede mi ha schiacciato.

 

Ed ora, mio Dio, che succederà?

Mi sento spinta, in quel vuoto infinito.         

Ricomincia la mia corsa,

in quel dirupo dalle mille insidie,

   ancora poco, e tutto sarà finito.

 

Rotolo barcollando, dalle pietre picchiata,

che giocando, mi lanciano fra loro.

Un ultimo salto, dove mi inghiotte il vuoto,

mentre chiedo perché mi abbia gettata.

 Sento dei passi, due mani mi sollevano da terra

Un leggero lamento, un lieve sussurro:

 

“ Avevi scelto me fra tanti giochi,

affascinato da quel rosso vivo,

o attirato da me che avevo un cuore.

 

Mi hai fatto male e mi hai gettata via!

Ascolta! Non scordar le mie parole.

Prima di andar via, le dono a te:       

“ Quando fra le tue mani avrai una palla nuova,

non farle male, amala! Anche se quell’ amore non sarà più per me “.