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                                                  Il  carrozzone                                  

 

 

 

 

 

Il carrozzone viene, il carrozzone va.

Gira per il mondo, ma una meta non ha.

 

 

Un semaforo rosso, una brusca frenata.

Stavo in mezzo alla via, infreddolito e affamato:

obbligato a chiedere ad ogni giornata,

vestito di stracci, nel cuore umiliato.

 

Una donna mi guarda. Malinconia e dolcezza nei suoi grandi occhi!

Allagati da lacrime, che lentamente le bagnano il viso.                                            

Ricordo la mamma, quando felice donava balocchi,

quando alla sera leggeva una fiaba, e mi addormentava con un sorriso.

      

Ricordi indelebili di un giorno lontano,

nascosti e protetti, che non li spazzi il vento,

ma aleggino attorno come farfalle, e che riposino nella mia mano.

  Struggenti ricordi! Rimanete con me, nel quotidiano tormento!

 

                        

Primo giorno di scuola. Quella campana ancora risento.

Grida, spintoni, tante risate. Poi, uno strattone.

Nel mio cuore, pesa un presentimento.

In un attimo sono in un carrozzone.

 

Da quel giorno ebbe inizio il mio grande tormento.

Non colpite uno solo, non sarebbe giustizia. Sono privi d’amore,

è un’insieme di razze, che ti fanno giocar sull’altrui sentimento.

Una cosa in comune: la mancanza di cuore.

 

Il carrozzone viene, il carrozzone va.

Gira per il mondo, ma una meta non ha.

 

 

Ora sta bruciando il carrozzone,

in questa notte buia, senza stelle,

dove le nubi, scure ed intristite,

vorrebbero spegnere tutto quel dolore.

 

Troppo tardi ormai. Per alcuni fanciulli la liberazione.

Chiudo i miei occhi per cercare i tuoi. Di più non posso.

Quel giorno eri atterrita, quando fissavi quella menomazione,

e ti celavi dietro le tue lacrime. Ricordi mamma? Da quel semaforo rosso.

 

Aiutami adesso, e grida il vero! Luce accecante,

dalla purezza dell’acqua che una roccia dà.

Cerca, fra terra senza sbocchi, la grande verità, vera amante,

dove né religioni o conoscenze, permettono di arrivar sin là.

Sarà lei ad arrivare a noi, quando la mente cessa di creare,

e insieme al cuore, liberi come quelli di un bambino,

colmi d’ardente amore. E allora si…si potrà anche amare.

 

 

Ora devo andare, il cuore mio impazzito e incombe la paura.

Mi sento soffocare. Ondeggiano le lingue di quel fuoco,

rischiarando il cielo in questa notte scura.

E il fumo, lasciandosi avvinghiare, trascina l’innocenza a poco, a poco.

 

Corre come il vento, si abbraccia con il fumo di un camino,

fuggendo dalle fughe e da spiragli.

Guardami, mamma! Gridalo al mondo! Potrei essere io quel tuo bambino!

 

Il carrozzone viene, il carrozzone va.

Gira per il mondo ma una meta non ha.

 

Ma ora l’ha trovata la sua meta, e più non correrà.

Un’ultimo desiderio nel mio cuore:

“Alzatevi, o gente, seguite nel pianto del silenzio e di pietà,

il nostro fumo. Sarà per voi, d’amore, una preghiera.

 

Per una pace nel mondo….Per una vita vera!

 

Il carrozzone viene, il carrozzone va.

Gira per il mondo,  ma più non tornerà.